Tra nemici vecchi e nuovi la risposta dell’Ue è il Mercosur

Da Oriente ma anche da Occidente forze esterne lavorano per indebolire l'Unione europea che reagisce con nuovi accordi commerciali internazionali

In una recente intervista il ministro Crosetto ha sottolineato che Russia, Iran e Cina stanno cercando di delegittimare l'Ue. Ma il fatto forse meno noto a noi europei è che negli Usa c'è un'azione sistematica anti-Ue che dura da almeno vent'anni da parte di think tank conservatori.

Chi vuole smantellare l'Ue

Questa offensiva non proviene solo da avversari geopolitici tradizionali. Sorprendentemente, l'obiettivo di indebolire l'Ue è condiviso anche da circoli conservatori negli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha espresso questa posizione senza mezzi termini, affermando che «l'Unione europea è stata creata per fregare gli americani». Questa ostilità trova terreno fertile e supporto attivo in Europa grazie a centri studi di tipo sovranista, come il Mathias Corvinus Collegium (MCC) in Ungheria e l'istituto Ordo Iuris in Polonia, che agiscono come cassa di risonanza di queste ideologie.

Al centro di questa strategia di indebolimento si colloca la Heritage Foundation, il più influente centro studi conservatore americano. Da almeno vent'anni, questa organizzazione ha inserito lo smantellamento dell'Ue tra i suoi obiettivi strategici primari. Non si tratta di mere congetture, ma di un piano esplicitato in documenti e dichiarazioni pubbliche.

Una delle loro affermazioni più eloquenti recita: "Non c'è alcun motivo per cui gli Stati Uniti, che hanno fatto da levatrice all'Unione, non debbano svolgere un ruolo nella sua scomparsa". Questa linea di pensiero si è radicalizzata nel tempo. Nel dicembre 2018, la fondazione è arrivata a definire l'Unione "un nemico dichiarato", segnalando un'escalation nella retorica e nell'impegno contro il progetto europeo.

L'accordo Ue-Mercosur

Di fronte al rischio di isolamento economico, l'Unione europea ha compreso la necessità di reagire. Una delle risposte più significative è stata la conclusione dell'intesa con il blocco del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay). Questo accordo non è solo una mossa commerciale, ma una potente affermazione geopolitica, pensata per creare nuove alleanze, diversificare le catene di approvvigionamento e rafforzare il ruolo dell'Europa sulla scena globale.

L'accordo rappresenta una reazione diretta e strategica alle politiche protezionistiche, come i dazi imposti dall'amministrazione Trump. Con la firma di questa intesa, nasce la più grande area di libero scambio al Mondo, un segnale inequivocabile della volontà europea di difendere un ordine economico basato su regole e apertura, in contrasto con il crescente nazionalismo economico.

Per l'Europa, la cui economia dipende fortemente dall'export, questo accordo rappresenta una boccata d'ossigeno. In un contesto globale segnato da barriere commerciali e tensioni, aprire un mercato così vasto e dinamico è cruciale per la competitività di settori chiave come quello automobilistico, dei macchinari industriali, chimico e farmaceutico.

Benefici economici e strategici

I vantaggi derivanti dall'accordo sono molti:

  • risparmio sui Dazi: Le imprese europee beneficeranno di un risparmio stimato di quattro miliardi di euro l'anno in dazi doganali, che oggi arrivano fino al 40% su alcuni prodotti agroalimentari.
  • Tutela delle indicazioni geografiche: l'accordo garantirà la protezione per 350 prodotti alimentari europei a indicazione geografica, di cui 58 italiani. Questo significa che nomi come Parmigiano Reggiano o Prosciutto di Parma non potranno essere imitati e venduti come tali nel mercato del Mercosur.
  • Crescita economica: si stima che l'accordo possa generare, nel prossimo decennio, un aumento del Prodotto interno lordo (Pil) dell'area di circa 77 miliardi di euro, oltre a creare una nuova e fondamentale alleanza strategica.
  • Ridurre la dipendenza dalla Cina per le materie prime: oltre ai benefici commerciali, l'accordo garantisce un accesso privilegiato a risorse strategiche essenziali per la transizione digitale e verde, come il rame, il nichel, il litio e le terre rare.

Le proteste degli agricoltori

Nonostante i benefici, l'accordo Ue-Mercosur ha scatenato una energica reazione da parte del mondo agricolo europeo. I trattori sono tornati a bloccare le strade delle Capitali e delle Città simbolo dell'Unione, come Strasburgo, portando alla luce timori legittimi ma forse non realistici. La paura principale degli agricoltori europei è quella di subire un'invasione di prodotti sudamericani a basso costo, che metterebbe fuori mercato le loro produzioni. La protesta si concentra in particolare sulla carne bovina, il cui dazio si ridurrà dal 20% al 7,5%, e su prodotti come miele, zucchero, riso e pollame, per i quali i dazi verranno azzerati.

In concreto, il volume di importazioni agevolate corrisponde appena all'1,4% del consumo totale dell'Unione europea. Questo significa che la stragrande maggioranza del mercato rimarrà protetta e riservata ai produttori europei. Inoltre, per scongiurare eventuali shock di mercato, la Commissione ha stanziato un fondo di 45 miliardi di euro, utilizzabile come sussidi diretti a sostegno degli agricoltori più colpiti.

Gli elevati standard di qualità

Al di là dei numeri, la protesta solleva un tema cruciale e sentito: la "concorrenza sleale". Gli agricoltori europei lamentano di dover sottostare a norme sanitarie, ambientali e di benessere animale tra le più rigide al Mondo, mentre i loro concorrenti sudamericani potrebbero utilizzare ormoni, pesticidi e antibiotici per la crescita che in Europa sono vietati da tempo. Questa preoccupazione è legittima e rappresenta il cuore del problema.

L'Europa ha investito decenni per raggiungere standard di qualità elevatissimi, che costituiscono un patrimonio da difendere. La Commissione ha affrontato questo punto con fermezza, stabilendo un principio non negoziabile: tutto ciò che entra nel mercato unico europeo dovrà sottostare integralmente alle normative comunitarie. Nessun prodotto che non rispetti gli standard sanitari e fitosanitari dell'Ue potrà essere importato.

Il potere del consumatore

Le scelte quotidiane che compiamo al supermercato possono avere un impatto enorme, premiando la qualità e la sostenibilità e orientando le politiche produttive. Con una corretta informazione ogni cittadino può diventare un attore protagonista nella difesa del modello agricolo e sociale europeo. I consumatori dispongono di uno strumento di tutela potentissimo: l'etichettatura obbligatoria sull'origine. Per molti prodotti, inclusa tutta la carne fresca e l'ortofrutta, la legge impone di indicare chiaramente il Paese di provenienza.

L'Unione europea è sotto attacco da fronti esterni che ne desiderano la frammentazione per perseguire i propri interessi. La sua risposta non può che essere quella di rafforzare la coesione interna e proiettare la propria influenza all'esterno attraverso nuove alleanze strategiche, come quella con il Mercosur. Il futuro dell'Europa si gioca sulla sua capacità di rimanere unita di fronte alle minacce, di stringere patti coraggiosi per non rimanere isolata e di valorizzare il suo bene più prezioso: un modello sociale ed economico basato sulla qualità, la sostenibilità e le regole. In questa partita, il ruolo di ogni singolo cittadino, armato di informazione e consapevolezza, diventa più decisivo che mai.

Nicola Sparvieri

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