La macchina di Majorana e le pseudoscienze

Lo scorso 12 gennaio presso il Senato si è tenuto un incontro su "La macchina di Majorana, una storia senza prove"

Ettore Majorana, classe 1906, è stato un fisico geniale del Novecento. Autore di dieci articoli scientifici che hanno avuto un peso determinante nella nascente Fisica del nucleo atomico. Si era laureato con Enrico Fermi nel 1929 e già da studente frequentava il mitico gruppo dei ragazzi di via Panisperna. Fermi considerava Majorana il più grande fisico teorico della nostra epoca e arrivò a paragonarlo ai grandi della scienza come Galileo e Newton.

La misteriosa scomparsa

Nel 1938 Majorana, spinto da problemi personali e/o professionali, prende la decisione di sparire. Nei primi tre mesi del 1938 tenne lezioni nell'istituto di Fisica dell'Università di Napoli. Poi, il 25 marzo, tramite lettere inviate a colleghi, lasciava immaginare il gesto estremo di togliersi la vita. Tuttavia, sparì e non si seppe mai con certezza se fosse morto o fuggito in un luogo segreto. La famiglia e la polizia organizzarono ricerche che rimasero senza esito dato che non venne mai trovato né lui né il suo cadavere.

L'imprenditore Rolando Pelizza

Sempre nel 1938 nasce Rolando Pelizza, imprenditore bresciano, che racconta di aver conosciuto Majorana vent'anni dopo la sua scomparsa nel 1958. In questa occasione, sempre secondo Pelizza, il fisico gli avrebbe consegnato i progetti di una rivoluzionaria macchina con il compito di costruirla. La macchina sarebbe stata in grado di annichilire la materia, produrre energia infinita, trasformare un elemento qualsiasi in un altro e ringiovanire la materia organica.

Il Senato ospita e promuove la "macchina di Majorana"

La tesi del Pelizza, deceduto nel 2022, ancorché fantasiosa ma, soprattutto, senza prove ha trovato seguito in una conferenza pubblica dal titolo:" Majorana– Pelizza. È tempo di agire" tenutasi in Senato il 22 ottobre scorso organizzata dal senatore leghista Gian Marco Centinaio, già ministro delle politiche agricole. Alla conferenza, oltre al promotore, erano presenti anche la giornalista Sabrina Pieragostini, monsignor Gianfranco Basti, Roberta Ria e lo scrittore Alfredo Ravelli, autore del libro che dà il titolo alla conferenza "Majorana-Pelizza, il segreto svelato". La macchina è stata illustrata dal Ravelli, che è anche cugino e biografo del Pelizza.

Fisici e istituzioni accademiche hanno espresso preoccupazione per la diffusione di teorie antiscientifiche legate a queste presunte invenzioni, sottolineando la necessità di basarsi su dati e metodo scientifico. In risposta a queste polemiche, la senatrice a vita Elena Cattaneo ha successivamente promosso un contro-evento intitolato "La macchina di Majorana: una storia senza prove", volto a ribadire l'importanza del metodo scientifico nelle sedi istituzionali.

L'improbabile incontro con Majorana e la macchina miracolosa

Alla conferenza erano presenti, oltre alla Senatrice Cattaneo anche Salvatore Esposito (Università di Napoli Federico II), Monica Manzini (grafologa forense del Tribunale di Roma); Lorenzo Montali (presidente Cicap: comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze), ed Ettore Majorana (Sapienza Università di Roma), nipote del fisico scomparso. Il fisico Lorenzo Paletti ha moderato l'incontro.

Sono stati confutati i principali elementi citati dai sostenitori della macchina. Si tratta di manoscritti, fotografie, reperti e filmati prodotti da Pelizza e Ravelli, ma senza il requisito fondamentale della riproducibilità operata da terzi in differenti laboratori. Infatti, nonostante le richieste della comunità scientifica, la macchina non è stata mai consegnata a ricercatori indipendenti e quindi non sono mai stati confermati i risultati dichiarati. Allo stato dei fatti non esistono nemmeno elementi verificabili per concludere che Pelizza abbia mai conosciuto Majorana.

Una narrazione dei fatti non verificabile e quindi non affidabile

Il libro "Majorana-Pelizza, il segreto svelato" di Ravelli racconta che Majorana, scosso da una crisi mistica, fa perdere le proprie tracce per rifugiarsi in un monastero del sud Italia. Pelizza ha ripetutamente sostenuto di aver avuto incontri personali con Majorana dopo la sua sparizione e anche di aver avuto una corrispondenza epistolare la cui autenticità è stata smentita in aula dalla perizia calligrafica della dr.ssa Monica Manzini grafologa del Tribunale di Roma.

Anche le foto presentate da Pelizza, che lo ritrarrebbero con Majorana, sono state analizzate dall'antropologo forense Matteo Borrini, il quale ha concluso che il soggetto non è Majorana. Inoltre, le pellicole originali non sono mai state rese disponibili per la datazione.

Lo sconcerto della comunità scientifica

Colpisce il fatto che parlare oggi di Ettore Majorana non sia dovuto a un approfondimento sui suoi contributi scientifici in fisica nucleare o a qualche nuovo evento in grado di far luce sulla sua misteriosa scomparsa. Viceversa, la vicenda è stata veicolo di quello che sembra obiettivamente un tentativo di truffa. Tra i più danneggiati il Senato della Repubblica e il nome stesso di Ettore Majorana.

Tra le proteste citiamo quella del Cicap e quella di molti scienziati, in particolare del settore delle scienze fisiche. La Società italiana degli Storici della Fisica e dell'Astronomia (Sisfa) ha diffuso un comunicato ufficiale, esprimendo preoccupazione e sottolineando l'importanza della serietà scientifica contro presunte invenzioni prive di fondamento.

Le istituzioni non devono alimentare ambiguità tra conoscenza e fantasia. Un'ipotesi diventa scienza solo se dimostrabile con prove pubbliche, visibili e ripetibili. Se si parla di opinioni è giusto che esse siano libere, in particolare in Parlamento. Ma se si parla di fatti, allora devono essere documentati e verificabili.

La credibilità e la deontologia dei divulgatori

Impressiona in particolare la mancanza di una cultura scientifica e il modo col quale si dia spazio a eventi e tesi pseudoscientifiche, che alimentano i complottismi più folli. Questo tema è molto importante perché coinvolge la responsabilità di comunicare alla pubblica opinione delle notizie millantandole come scientifiche. È evidente che questo genera sconcerto e confusione specie quando la notizia viene data da enti istituzionali o di ricerca o, peggio, quando come in questo caso vengono usati nomi di personaggi famosi inventando di sana pianta sedicenti rivelazioni.

La misteriosa scomparsa di uno scienziato geniale ha spostato l'attenzione dai contenuti scientifici all'immagine di un personaggio mitico, magari rapito da una potenza straniera o in crisi mistica per la previsione del potere distruttivo dell'energia nucleare. Comunque, un personaggio messianico in grado di regalare al genere umano il segreto della prosperità e dell'eterna giovinezza! Majorana non era una figura messianica, ma un genio con una forte indipendenza intellettuale. La sua scomparsa ha lasciato una cicatrice dolorosa per familiari e amici, e le speculazioni venali mancano di rispetto alla sua vita privata e alla sua scelta di alienarsi.

Pseudoscienza e ruolo delle Istituzioni

Può capitare che alcune pratiche pseudoscientifiche (come l'omeopatia per la cura del cancro o la pranoterapia ecc) ricevano legittimazione e finanziamenti da enti pubblici come Regioni e Comuni. Il pubblico tende a credere a narrazioni pseudoscientifiche non per competenza, ma per fiducia nella fonte. Quando le istituzioni danno spazio a tali narrazioni e le presentano come autorevoli, rischiano di ingannare i cittadini. Chi fa scienza o divulgazione scientifica ha la responsabilità di mantenere alta l'attenzione critica dell'opinione pubblica. Si dovrebbe sviluppare ulteriormente, anche in Italia come in altri Paesi, strutture che informino la politica sullo stato della conoscenza scientifica, coinvolgendo esperti e comunicatori per basare le decisioni pubbliche su prove concrete.

Nicola Sparvieri

Foto © Nicola Sparvieri, Open Fisica, Query Online, Corriere Adriatico