Il lancio di Artemis II e il ritorno umano sulla luna

La partenza è ora prevista per il primo aprile e la Nasa ritorna in orbita lunare prima di un più stabile insediamento umano al suolo

Dopo mesi di verifiche tecniche, test e preparativi operativi, la missione Artemis II compie un passo decisivo verso il lancio. Il 12 marzo la Nasa ha annunciato il completamento della Flight Readiness Review (FRR), la revisione finale che certifica il buon funzionamento del veicolo, dei sistemi di supporto e delle squadre coinvolte nella missione.

Dopo più di 50 anni il ritorno dell'uomo sulla luna

Al termine dell'analisi, tutti i responsabili dei vari settori hanno espresso il proprio "go", autorizzando il proseguimento delle operazioni verso il lancio. La missione rappresenta un momento cruciale per il programma Artemis, che mira a riportare gli esseri umani nelle vicinanze della Luna e, in prospettiva, a stabilire una presenza sostenibile sul nostro satellite naturale.

Secondo la pianificazione attuale, la prima opportunità di lancio è fissata per il 1° aprile dal Kennedy Space Center, in Florida. Per gli osservatori europei la finestra di lancio corrisponderà alla notte successiva: in Italia si aprirà alle 00:22 del 2 aprile, equivalente alle 22:22 del 1° aprile.

Il rollout verso la rampa di lancio

Con la conclusione della Flight Readiness Review, il prossimo passo sarà il trasferimento del razzo verso la rampa di lancio. Il rollout del veicolo è previsto per il 19 marzo verso il Launch Complex 39B, lo storico complesso di lancio da cui partirà la missione.

Il protagonista di questa operazione sarà il potente Space Launch System (SLS), il razzo sviluppato per sostenere le ambizioni di esplorazione profonda della Nasa. Con i suoi oltre 98 metri di altezza e una capacità di carico senza precedenti per i programmi moderni dell'agenzia, SLS rappresenta il vettore più potente mai costruito dagli Stati Uniti dopo l'epoca delle missioni lunari.

Una volta tornato sulla rampa, il veicolo entrerà nella fase finale dei preparativi. In questo periodo verranno completati controlli tecnici, verifiche dei sistemi di bordo e simulazioni operative. Solo al momento del tentativo di lancio il razzo verrà rifornito di propellenti criogenici, una procedura complessa che richiede molta precisione.

Gli astronauti verso la missione

Secondo la Nasa, gli astronauti sono pronti al volo. Il protocollo sanitario prevede che la quarantena inizi il 18 marzo, esattamente quattordici giorni prima del lancio. Questa procedura, ormai standard nelle missioni con equipaggio, serve a ridurre al minimo il rischio di malattie o infezioni poco prima del decollo.

Il 27 marzo l'equipaggio raggiungerà il Kennedy Space Center, dove inizieranno le ultime fasi di addestramento e familiarizzazione con il veicolo. Nei giorni successivi gli astronauti parteciperanno alle simulazioni finali, fino alla mattina del lancio, quando saliranno a bordo della capsula Orion spacecraft installata sulla sommità del razzo SLS.

Una missione storica

Il volo di Artemis II rappresenta molto più di una semplice missione orbitale. Segnerà infatti il ritorno degli esseri umani nello spazio cislunare dopo oltre mezzo secolo dalle missioni del programma Apollo. L'ultima volta che astronauti hanno lasciato l'orbita terrestre per dirigersi verso la Luna risale al 1972 con Apollo 17. Da allora, le missioni con equipaggio si sono limitate all'orbita bassa terrestre.

Artemis II inaugura una nuova fase dell'esplorazione umana, in cui la Luna torna a essere un obiettivo strategico. La missione non prevede un atterraggio sul suolo lunare: la capsula Orion effettuerà invece una traiettoria attorno alla Luna prima di rientrare sulla Terra.

Questo profilo di volo consentirà di testare l'intero sistema e cioè razzo, navicella, sistemi di supporto vitale e procedure operative, in condizioni reali di missione. I dati raccolti saranno fondamentali per le missioni successive, in particolare per Artemis III, che dovrebbe riportare astronauti sulla superficie lunare.

Il futuro dell'esplorazione lunare

Il programma Artemis è progettato come una piattaforma a lungo termine per l'esplorazione dello spazio profondo. Oltre ai voli con equipaggio, il progetto prevede lo sviluppo di infrastrutture permanenti nello spazio lunare, tra cui la stazione orbitale Gateway e sistemi di atterraggio riutilizzabili.

La luna come base permanente per ulteriori viaggi spaziali

L'obiettivo dichiarato della Nasa è creare le condizioni per missioni sostenibili, che permettano agli astronauti di tornare regolarmente sulla Luna e di utilizzarla come base per l'esplorazione futura di Marte. In questo contesto, Artemis II rappresenta una tappa fondamentale: il passaggio dalla fase di test senza equipaggio, come avvenuto con Artemis I nel 2022, alla fase operativa con astronauti a bordo.

Nicola Sparvieri

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